Russula olivacea

 

La Russula olivacea è una specie di controversa commestibilità; un tempo era considerata un ottimo fungo commestibile, ma col tempo ha rivelato una tossicità non indifferente se consumata cruda oppure poco cotta.
Se ne sconsiglia pertanto la raccolta ai meno esperti, che potrebbero confonderla con specie congeneri eduli senza riserva; in ogni caso si raccomanda di farla cuocere molto bene.
 

Cappello: 8-16(20) cm di diametro, prima convesso, poi piano con depressione centrale, sodo ma non duro.

Cuticola: opaca, asciutta, sottile, separabile per un terzo, con caratteristiche screpolature che si intravedono lungo il bordo, colore molto variabile dal verde al bruno-viola, grigio olivastro.

Lamelle: Fitte, poi spaziate, piuttosto larghe, leggermente arrotondate, a volte forcate verso il gambo, adunate o annesse, unite da nervature sul fondo (anastomizzate), lamellule assenti, prima crema poi giallo-ocraceo.

Gambo: 4-10(13) x 2-3,5 cm, cilindrico, leggermente arrotondato alla base, svasato all'apice, biancastro o con sfumature rosa, glabro, duro, non molto pieno, poi farcito a maturità, più o meno rugoloso.

Carne: Da bianca a giallastra, sfumata di rosso sotto la cuticola, spessa, compatta.

Odore: fruttato.

Sapore: dolciastro, di nocciola.

Spore: subglobose o ovoidali, con aculei isolati, non reticolate, ornamentazione amiloide, giallo ocra in massa.

Habitat: Fungo simbionte, fruttifica sotto latifoglie (Faggio) e sotto conifere (Abete rosso), in estate-inizio autunno

Commestibilità: Ottima, con cautela. Velenoso da crudo. Provoca intossicazioni serie se consumata cruda o congelata.

 

Può provocare sindrome gastroenterica - (tossicità termolabile)